lunedì 10 novembre 2014

Nevole





Sono sincera questo post l'ho pensato tempo fa, ma la sua realizzazione è avvenuta oggi nel pomeriggio. Non sarei io se non mi riducessi sempre all'ultimo momento. Questi dolcetti fanno parte della tradizione della mia regione o meglio di una città della mia regione. Si fanno  solo ed esclusivamente ad Ortona, cittadina della costa dei trabocchi, davvero deliziosa e piena di storia. Per gli ortonesi questi dolci non possono mancare sulle tavole delle feste. Le Neole o Nevole sul nome non è chiaro quale sia la dicitura giusta, pare sia Névole, comunque, quale sia il nome originale di questi dolcetti non vanno confusi con le ferratelle. Internet è una grande fonte di informazioni spesso giuste, ma anche troppo spesso a mio avviso, fonte di castronerie uniche. Una di queste è la comunanza che si fa spesso tra ferratelle e nevole, che NON sono assolutamente la stessa cosa. 




Sono si cotte entrambe sul classico ferro, ma per le Nevole ne viene prodotto uno apposta in un paese dell'entroterra abruzzese. Guardiagrele. È diverso da quello per le ferratelle, perché più piatto. Sono diverse anche per impasto, infatti queste vengono fatte con altro prodotto tipico dell'Abruzzo il mosto cotto. 
Vi avviso chiunque voglia fare questa ricetta, ha tutta la mia ammirazione e stima. Non per la difficoltà nell'impasto e nella cottura, ma per i passaggi successivi che se non si hanno le mani di amianto si hanno delle serie difficoltà e si può facilmente incorrere in ustioni. 

Ingredienti:

125 g di mosto cotto
83 g di olio d'oliva
100 g di acqua
20 g di zucchero
330 g di farina (200 g farina 00, 100 g di farina di grano duro)
1 arancia
1 anice stellato
1 stecca di cannella

Farcia 
mele annurche
zucchero 
cannella
succo di limone








Mettere in un pentolino il mosto cotto, l'acqua, l'olio, lo zucchero, una stecchetta di cannella, un anice stellato piccolino e spremere dentro il succo dell'arancia e mettere anche le arance spremute. Far bollire per circa 5/6 minuti e versare il succo filtrato ottenuto direttamente sulla farina. Se avete una planetaria vi consiglio vivamente di usarla, con la frusta k. Altrimenti fate una fontana è versate il liquido all'interno e pian piano impastate. Ma fate attenzione alle ustioni di cui parlavo sopra. ;) 



A questo punto tirate fuori l'impasto dalla planetaria e fate riposare una decina di minuti, formate delle palline grandi come una da ping pong 
Per facilità inserisco il video della signora Giuseppina che spiega benissimo come cuocere e formare le nevole 






Ora per essere sinceri questo dolce nasce per essere mangiato così semplicemente senza nessun tipo di farcitura,rigorosamente il giorno dopo, perché i sapori del mosto cotto e spezie si amalgamano tra loro e diventano sublimi. Ogni ortonese che si rispetti vi garderà con enorme sospetto se osate offrirgli una nevola farcita, ma nel corso degli anni qualcuno ha cominciato a farcirle con crema pasticcera. Senza voler dissacrare la tradizione per l'occasione del contest delle bloggalline "Tuttomele" in collaborazione con Uir, UNIONE ITALIANA RISTORATORI E SAPORIE
 le ho volute farcire con delle mele annurche, caramellate alla cannella. Mia personalissima variante.


Farcia:
In un pentolino mettere le mele annurche, 4 tagliate a dadolini, cospargere abbondantemente di zucchero e una spolverata di cannella e il succo di mezzo limone. Non riesco a darvi le quantità perchè sono andata ad occhio.
Con un cucchiaio farcire le nevole. Vi prego non mi picchiate perchè non ho messo le quantità pesate, ma davvero non l'ho fatto. 


Devo dire che l'abbinamento mi piace assai. La NON dolcezza delle nevole, viene compensata dalla dolcezza delle mele caramellate.  Un abbinamento davvero azzeccato dal mio punto di vista. 

Con questa ricetta partecipo al contes delle Bloggalline 




lunedì 13 ottobre 2014

Fougasse





Una delle più grani passioni che  ho in cucina è il pane, lo dice anche il nome del blog. Il Pane, cosa c'è di più buono, di più genuino, di più semplice? La preparazione che per eccellenza ha bisogno di delicatezza, di tempo, di lentezza, di calma. Niente è più rilassante fare e niente alla fine riesce a darti soddisfazioni come il pane appena sfornato. Ecco questi sono i miei gesti quasi quotidiani, non compro più pane da tantissimo tempo lo faccio da me a casa, chiaro, con materie prime di prima scelta, in questo caso la farina, altrimenti desistete. La farina è importantissima, sappiamo tutti i danni che hanno portato sia le farine raffinate, che gli zuccheri. Il mio motto è ritornare ad uno stile di alimentazione sano e consapevole. Un'alimentazione ricca di fibre è fondamentale per la nostra salute. 
Ora però passo alla ricetta di oggi che è un pane del tutto particolare di origine francese,(loro sono proprio bravi con il pane), in particolare Provenzale, la Fougasse. Il suo significato è Focaccia, pare si faccia farcita, viene fatta in una forma che ricorda la spiga del grano.
La ricetta è molto semplice, l'ho presa dal libro di Richard Bertinet , PANE, se vi capita prendetelo è molto bello.





Con questa quantità di impasto ho fatto 6 fougasse, la prossima volta né faccio 4 o anche 2, ho scoperto che belle cicciottelle sono più buone. Hanno una crosta croccante e sono morbide all'interno.





Ingredienti:

500 g di farina forte (io farina 1 e semola rimacinata)
350 g di acqua
10 g di sale 
10 g di lievito di birra ( io 3 g i tempi si allungano ma il risultato è più leggero e digeribile)

Nella ciotola dell'impastatore, mettere la farina, il lievito e parte dell'acqua e cominciare ad impastare, quando l'impasto comincia a formarsi, aggiungere il sale e pian piano la restante acqua. Quando l'impasto è ben formato e si stacca dai bordi della ciotola, trasferirlo sulla spianatoia e formate una palla che metterete a lievitare fino al raddoppio. In questa fase potete anche aggiungere degli ingredienti, tipo, olive erbe aromatiche, salami, formaggi, insomma quello che vi suggerisce la fantasia.




Se fate l'impasto a mano:

Formate una fontane nella quale scioglierete il lievito con un pochino di acqua e cominciate ad impastare aggiungete il sale e la restante acqua. L'impasto sarà molto morbido e dovete avere pazienza fino a che si incordi per bene e si stacchi dalla spianatoia. Dovete impastare prendendo una estremità dell'impasto tirarla verso di voi e chiuderla a libro, continuare così fino a quando l'impasto non è bello asciutto e si stacca dalla spianatoia, vi avverto che ci vorrà un po' di tempo ;)  usate poca farina altrimenti andate a squilibrare la ricetta.

Una volta lievitato stenderlo sulla spianatoia abbondantemente infarinata e formare una specie di quadrato, facendo attenzione a non sgonfiare troppo l'impasto. Ricavare 6 quadrati ( come già detto la prossima volta provo 4 se non 2) dove incideremo prima un taglio in verticale e poi 2/3 in diagonale di fianco, proprio come se volessimo disegnare una spiga di grano.
Con delicatezza trasferirle su teglia con carta da forno e infarinarle con semola rimacinata.



Accendere il forno a 230°. Nel frattempo le Fougasse riprenderanno la lievitazione. 



Una volta raggiunta la temperatura infornare per circa 15 minuti, ma tutto dipende dalla grandezza del pane e dal vostro forno. Prima di chiudere il forno spruzzate dell'acqua all'interno. 

E' un pane di quelli buoni, buoni!

Alla prossima :)

martedì 26 agosto 2014

Tonno sott'olio






Rieccoci di novo insieme dopo un'estate altalenate dove il fresco e il brutto tempo l'ha fatta da padrone. Per fortuna ci ha salvato questo mese di agosto, almeno dalle mie parti. :D
Oggi vi volevo proporre una delle mie "fatiche" di questa estate, che vi assicuro mi ha dato enormi soddisfazioni. 
Il tonno sott'olio. Questa è una ricetta della fantastica Imma Gargiulo. Ragazzi vi assicuro che personalmente non comprerò mai più il tonno in scatola. Questo è tutta un altra cosa ve lo assicuro. Sapore straordinario corposità unica, non vi aspettate che questo tonno si tagli col grissino ;) questo qui è tonno eh!
Passo ora alla ricetta.

Trancio di tonno
 Vi do le dosi per litro di acqua che andrete ad usare, ma tenete presente che il trancio o i pezzetti di trancio devono essere ricoperti di acqua.

1 l di acqua
1 bicchiere di aceto 
3/4 foglie di alloro 
1 cipolla 
1 spicchio d'aglio
50 g di sale grosso
Pepe (Io ho usato bacche di ginepro)

Potete cuocere il tonno a trancio intero, oppure come ho fatto io potete tagliare il tranci a pezzi alti come il barattolo che andrete ad usare così l'invasamento sarà più semplice.

Vi spiego esattamente come l'ho fatto.

Ho tagliato il trancio del mio tonno dell'altezza dei vasetto che poi ho usato, ho eliminato tutti i filamenti nervosi e le parti di grasso in eccesso ed ho messo in pentola ricoperto di acqua  e aceto e con tutti gli aromi descritti nella ricetta. 
Ho fatto cuocere per circa 40/50 minuti.Tranquilli non  verrete invasi dalla puzza di pesce in casa. Una volta passato il tempo di cottura con una schiumaiola ho prelevato il tonno dall'acqua e messo su di un canovaccio a scolate per tutta la notte. Il canovaccio deve essere pulito, ma non deve avere tracce di ammorbidente. 









Il mattino seguente invasate il tonno. Con molta delicatezza fate dei pezzi che possano entrare nei barattoli che avete scelto. Fate attenzione a seguire il verso di spaccatura del tonno, invasate il tonno, una volta riempito il barattolo mettete 2/3 bacche di ginepro e ricoprite di olio extravergine di oliva. Coprite di olio il tonno e a questo punto dovete lasciare che l'olio scenda in tutti i punti del barattolo, quindi dovete lasciare assorbire l'olio per almeno 24 ore senza chiudere il barattolo. Passato il tempo rabboccate d'olio se necessario e chiudete i barattoli. 
Dovete a questo punto sterilizzerai barattoli ricoperti di acqua per almeno un'ora. Lasciate raffreddare in acqua e a questo punto conservate in luogo asciutto e fresco. 
Aspettate circa un mesetto per gustare questa meraviglia. 

Ciao a presto.

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